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Stemma del comune di Jesi

Il Volto Architettonico della città

le mura

Una veduta delle mura di Jesi - Foto Chiara Baroni le mura medievali costituiscono il primo impatto con il centro storico della città e si sviluppano per circa 1 km e mezzo su un precedente tracciato del 1300 che ricalca l’antica cinta muraria romana e racchiude quasi per intero il centro storico.
Sul finire del 1400 le mura furono restaurate e fortificate dall'architetto Baccio Pontelli che, nello stesso periodo, progettò la Rocca di Senigallia.
La poderosa cortina caratterizzata da porte e torrioni di varia forma è stata realizzata in solo laterizio e nonostante ciò si presenta ancora ben conservata. Rari gli inserimenti di pietra costituiti da stemmi, leoni rampanti, cornici e iscrizioni.

Duomo di San Settimio

Il Duomo di San Settimio - Foto Chiara Baroni Nel 1731 venne distrutta l’antica cattedrale di Jesi per lasciar posto all’attuale tempio neoclassico riedificato nel 1889.
L’antica chiesa, dedicata al Salvatore e a San Settimio (prima Vescovo poi patrono di Jesi), dalla cui facciata provengono i due grandi leoni accovacciati ora situati all’interno della cattedrale, fu costruita nei primi anni del XIII secolo.


Palazzo della Signoria e Museo Civico

Palazzo della Signoria - Foto Chiara Baroni Il palazzo rinascimentale con fregi guelfi fu costruito tra il 1480 e il 1498 su progetto dell'artista senese Francesco Di Giorgio Martini e recentemente restaurato.
La facciata, sobria ed elegante, è in laterizio e si affaccia nella suggestiva Piazza Colocci, mentre la torre, bassa e poco slanciata, risale al 1661.
Ai lati e al piano superiore si aprono finestre ispirate allo schema della croce guelfa con eleganti decorazioni. Il palazzo racchiude inoltre un cortile cinto da un porticato e da due ordini di logge.
Il Palazzo della Signoria ed il Teatro Pergolesi costituiscono i simboli della città. L’edificio fu palazzo del Comune, ospitò un carcere, una scuola, il mercato e persino la prima centralina telefonica automatica d'Italia.
Oggi custodisce il Museo Civico con reperti archeologici romani e statue di vario periodo, senza dimenticare che nell'archivio storico sono conservati importanti documenti deI XII sec. mentre la biblioteca vanta un patrimonio di oltre 15.000 volumi.

Palazzo Colocci

Palazzo Colocci - Foto Chiara Baroni La costruzione del XVI secolo sorge di fronte al Palazzo della Signoria, sull'altro lato della piazza: l’antica residenza dei marchesi Colocci si caratterizza per la facciata in mattoni che conferisce eleganza e leggerezza all'edificio e per lo scenografico scalone eseguito su disegno dell’architetto romano Pietro Paolo Alfieri.
L’abitazione custodisce un’interessante raccolta di opere e cimeli rappresentativi della vita nobiliare: il complesso museale,che conserva il fascino della dimora signorile raccogliendo quadri, arredi e oggetti d’uso quotidiano che appartenero alla famiglia nobile jesina, è testimonianza storica e culturale di uno stile di vita aristocratico.


Teatro Giovanbattista Pergolesi

Teatro Pergolesi - Foto Chiara Baroni Progettato nel 1790 dall'architetto Francesco Maria Caraffoni, il Teatro Pergolesi ha ottenuto l'importante riconoscimento ufficiale di "Teatro di Tradizione", ed è l'unico teatro in Italia a non essere situato in un capoluogo di provincia.
L’elegante costruzione situata in Piazza della Repubblica è stata inaugurata nel 1798 con la messinscena di due opere del Cimarosa: l'esterno è caratterizzato da una lunga facciata con balcone centrale e all'interno la curva scenica di forma ellittica garantisce un’ottima acustica..
Il sipario dipinto è opera di Luigi Mancini (1850) mentre la volta della sala è decorata con scene mitologiche che sono opera di Felice Giani.
Il teatro, che vanta ogni anno due rilevanti stagioni di lirica e di prosa nonché la preziosa collaborazione artistica della concittadina Valeria Morioni, è intitolato all'illustre concittadino Giovan Battista Pergolesi, celebre compositore che nacque a Jesi il 4 gennaio 1710.

Palazzo Pianetti

Palazzo Pianetti Il palazzo, costruito attorno al 1730, è sede della Pinacoteca Comunale che custodisce numerose opere d’arte tra le quali diverse tele di Lorenzo Lotto e del concittadino Orfeo Tamburi.
La pinacoteca, articolata in due sezioni, una d'arte antica e l'altra d'arte contemporanea, è collocata al piano nobile del palazzo, nelle sale che si aprono lungo la Galleria decorata con pitture rococo' e stucchi a colori pastello.
La collezione d'arte antica, le cui opere provengono dalle congregazioni religiose soppresse nel 1867, comprende una serie di dipinti che esprimono gli sviluppi della cultura locale dal XV al XIX secolo. La collezione d'arte contemporanea, che è stata istituita nel 1938,comprende dipinti, disegni e stampe.
Si tratta di una delle più interessanti creazioni del rococò italiano, ispirata in parte a modelli austro-bavaresi. Al primo piano del palazzo si trova una galleria di stucchi rococò vivacemente modellati e colorati, rarissimo esempio nell'Italia centro-meridionale, e una serie di sale decorate da Placido Lazzarini con Storie di Enea. Al secondo piano troviamo invece altre stanze decorate dal fiorentino Bandinelli.

Abbazia di Santa Maria del Piano

Santa Maria del Piano - Foto Chiara Baroni Le complesse vicende dell’antica abbazia benedettina situata nel vallato della città di Jesi a poca distanza dal fiume Esino, sono state in parte svelate dai restauri e dalle indagini archeologiche condotte all’interno dell’attuale edificio tardosettecentesco nel 1948 e ancora nel 1968-69.
In tale occasione furono individuati tre livelli di edificazione: uno alto-medievale, uno del XII secolo e uno del XIII secolo.
Sotto l’attuale pavimento esiste una vasta cripta, mentre a destra dell’abside sono stati individuati alcuni ambienti e una cantina che dovevano far parte del monastero.
Tra i reperti scultorei, romani e medievali, riuniti in un piccolo lapidario allestito all’interno della chiesa, si segnala in particolare un piccolo sarcofago, scoperto casualmente nel 1580 sotto un altare, risalente al XI secolo.

Piazza Federico II

Veduta della Piazza Federico II Nel centro dell'antico abitato dall'evidente impostazione romana si trova la più elegante piazza della città dedicata a Federico II di Svevia.
La piazza è cinta da importanti palazzi eretti tra il XVI e il XIX secolo mentre al centro s'innalza un obelisco fontana di Raffaele Grilli (1845).

Chiesa di San Pietro Apostolo

Veduta della Chiesa di San Pietro Apostolo L’edificio, che in epoca alto-medievale ospitò una chiesa parrocchiale di campagna, nel 1720 venne ricostruito a causa di un incendio ed è ora impreziosito da una scalinata a doppia rampa.
La chiesa attuale, situata in un’area ricca di testimonianze romane, custodisce alcuni interessanti affreschi, tra i quali una tela del Pomarancio.

Chiesa di San Marco

Veduta della Chiesa di San Marco L’edificio del XIII secolo appartenne originariamente ai monaci benedettini, dopodichè la proprietà venne ceduta, secondo la tradizione, a San Francesco in persona. L’importante convento francescano è in stile gotico e custodisce diversi affreschi.


Palazzo Carotti-Honorati

Veduta del Palazzo Carotti-Honorati La costruzione risale al XVIII secolo e attualmente è sede della Pretura.





Chiesa di San Giovanni Battista

Veduta della Chiesta di San Giovanni Battista - Foto Chiara Baroni Lungo il corso Matteotti, a circa venti metri di distanza da Piazza della Repubblica, è possibile visitare la chiesa barocca di San Giovanni Battista, edificio risalente al XVII secolo.
La costruzione conobbe un lungo periodo di abbandono fino alle soglie del Seicento. Intorno alla metà del XVII secolo la chiesa venne affidata ai Padri Filippini che compirono un’opera di ristrutturazione dell’edificio rifacendosi allo stile barocco. Rimaneggiata e variamente trasformata attraverso i secoli, non ha tuttavia perduto il suo stile originario.

Santuario delle Grazie

Veduta del Santuario delle Grazie - Foto Chiara Baroni Il Santuario venne costruito nel XV secolo per ringraziare la Madonna di aver preservato la città dall’epidemia di peste. Nel 1750 la chiesa fu ampliata da Nicolò Maiolatesi mentre il campanile risale al 1604.
All’interno è possibile ammirare l’affresco che rappresenta la Madonna della Misericordia, attribuito ad Antonio da Fabriano, e nell’abside un coro ligneo intagliato del XVI secolo.


Monumento a Giovan Battista Pergolesi

Veduta del Monumento a Giovan Battista Pergolesi - Foto Chiara Baroni Il monumento risalente al 1910 è situato di fronte al Santuario delle Grazie ed è opera di Alessandro Lazzerini. Giovan Battista Pergolesi nacque a Jesi il 4 gennaio 1710 e morì a Pozzuoli, nel convento dei Cappuccini, il 17 marzo 1736 a soli 26 anni.
Egli fece i suoi primi studi a Jesi per poi trasferirsi a Napoli nel 1726, dove studiò violino presso il Conservatorio dei Poveri di Gesù: in appena dieci anni fece conoscere le sue straordinarie capacità musicali.

Chiesa di San Nicolò

Veduta della Chiesa di San Nicolò Si tratta del più antico edificio medievale di Jesi, documentato sin dal XII secolo. La costruzione, rinnovata all’inizio del XIV secolo, è in stile romanico-gotico con volte a crociera, le navate laterali presentano archi romanici a tutto sesto e il portale di marmo policromo si apre ad arco senese.

Arco Clementino e Corso Matteotti

Veduta dell'Arco Clementino - Foto Chiara Baroni L’Arco fu eretto dagli Jesini nel 1734 in onore di Papa Clemente XII: gesto di omaggio al pontefice che si rese benemerito per aver promosso provvedimenti a favore della ripresa economica dello Stato e per aver fatto ristrutturare la via Clementina che collegava Jesi con la via Flaminia e quindi con Roma.
Dal punto di vista urbanistico, l’Arco chiude la prospettiva del Corso Matteotti: via settecentesca e fortemente scenografica che si apre sulla via Clementina (ss. 76). L’arco Clementino costituisce quindi una sorta di celebrazione dell'incrocio di due assi viarii di particolare importanza.

Museo Archelogico

Veduta del Museo Archeologico - Foto Chiara Baroni E’ l’ex-Chiesa di San Floriano ad ospitare la raccolta museale relativa al comprensorio della media valle dell'Esino. Il museo sorge nel cuore del centro storico dove si apriva il foro dell'antica colonia romana.
I reperti archeologici, in gran parte statali, sono opportunamente distribuiti in tre sezioni del museo: la preistoria, la protostoria e l'epoca romana.



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